Roberto Roncella
Cose varie

Varie
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Usi impropri della matematica
La matematica ha un ruolo speciale per gli ingegneri, almeno per alcuni, diciamo. Nell'antichità - pensiamo all'antica Roma - l'approccio alla progettazione di opere era principalmente basata sull'esperienza e su considerazioni empiriche. Si imparava a fare una cosa che funzionava e si replicava, adattandola alle nuove situazioni. L'approccio è ragionevole - ha permesso la costruzione di opere incredibili giunte fino a noi - e trae la sua validità dalla sperimentazione e dall'esperienza, ma comporta elevati fattori di sicurezza e, ovviamente, un certo numero di fallimenti. Sicuramente, anche anticamente, chi progettava opere aveva una buona dimestichezza con la matematica disponibile: la valutazione dei materiali necessari, la stima dei costi e dell'uso delle risorse umane, potevano essere fatte ragionevolmente solo avendo una buona dimestichezza con i numeri (che, ricordiamolo, erano diversi da quelli a cui siamo abituati noi e poco adatti all'applicazione di algoritmi di calcolo complessi).
Il rinascimento e in particolare la figura di un grande ingegnere Leonardo da Vinci, ci offrono un nuovo approccio alla progettazione una sorta di rivoluzione di cui possiamo apprezzare la portata direttamente dalle parole di Leonardo:
Ancora oggi l'intuizione rinascimentale è alla base dell'impostazione degli studi ingegneristici: in ogni settore ingegneristico, è l'elettronica è tra più attivi in questo senso, usano modelli matematici, simulatori, ottimizzatori numerici che precedono qualsiasi passaggio sperimentale, con risultati rivoluzionari in termini di velocità di evoluzione per tutte le prestazioni valutate con qualsiasi metrica. Questo si può definire il ruolo proprio della matematica nell'ingegneria.





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